Strevi, storia e leggenda: le origini del nome di Strevi

una nuova visione di Strevi - Alessio monti e Michael Ugo - Consiglieri di minoranza

La leggenda sulle origini del nome di Strevi
Cari lettori, qui di seguito vi proponiamo la curiosa leggenda che racconta le origini del nome del nostro paese, buona lettura.

...La neve aveva ormai ricoperto le vallate di un candido mantello bianco e sotto la coltre le viti riposavano ed attendevano trepidanti il primo raggio di sole.
Per le vie del paese nemmeno un'anima, le famiglie erano radunate intorno al focolare, dove gli uomini aggiustavano gli attrezzi della campagna, le donne rammendavano il bucato ed i bambini giocavano col cane accanto al camino, ascoltando "il quintoli" (le storie) degli anziani. Proprio in una di queste case, un signore proveniente da molto lontano, si trovava seduto in compagnia di una famiglia numerosa, e sorseggiando un bel bicchiere di vino si mise ad ascoltare anche lui le vecchie storie che gli anziani stavano raccontando.
Ad un certo punto, i bambini corsero dal nonno, chiedendogli, tra urla e spintoni, di raccontare allo straniero la leggenda del loro paese, Strevi!

Strevi - le origini del nome

Così il nonno, prendendo sulle ginocchia il più piccolo dei nipoti, iniziò il racconto:

"Tanto tempo fa, quando La Bormida era ancora giovane, arrivarono in una cascina, dopo un lungo viaggio dieci fratelli.
Il padrone di casa li accolse con calore ed offrì loro cibo e tanto buon vino, come era tradizione nelle nostre colline a quei tempi.
Tra questi fratelli ce ne erano sette che con avidità iniziarono a svuotare un bicchiere dietro l'altro, decantando lodi al meraviglioso vino che stavano bevendo, ritrovandosi così a fine serata ubriachi fradici, talmente ubriachi da non reggersi nemmeno in piedi.
Mentre loro continuavano a svuotare le cantine della cascina, gli altri tre fratelli essendo sobri, decisero di andarsi a riposare per il lungo viaggio del giorno successivo.
All'alba il gallo cantò, i tre fratelli sobri e riposati decisero di chiamare gli altri per riprendere il cammino, ma nonostante scrolloni ed urla i sette fratelli ubriaconi non vollero alzarsi!
Così i tre, demoralizzati, decisero comunque di riprendere il viaggio, ringraziarono il padrone di casa e ripartirono, lasciando i fratelli ubriachi ancora coricati.
Al loro risveglio, i sette rimasti, poterono ammirare le dolci colline del nostro paese, ne rimasero tanto colpiti da innamorarsene! Restarono incantati da quelle onde, da quel verde, pensarono fosse il loro paradiso, ma ancor più si innamorarono del vino che avevano bevuto la sera prima, frutto proprio di quelle colline.
Decisero così di rimanere, da quel momento tutti iniziarono a chiamare questi posti "Septem Ebbrium" (i sette ebbri), espressione che nel tempo si è trasformata in Strevi."
"E gli altri fratelli?"- disse uno dei bambini.
"Gli altri fratelli si fermarono più avanti, e decisero di stabilirsi su una collina verso Ovada, l'attuale Trisobbio, parola che deriva appunto da tre sobri."
Lo straniero, rimasto affascinato da questa piacevole storia, sorseggiando l'ultimo bicchiere di vino decise che avrebbe diffuso la leggenda di Strevi in tutti i paesi che avrebbe visitato.

E tu caro lettore, vuoi sapere chi era questo straniero?
Era un tedesco di Stoccarda, Hans Barth, autore di saggi, che in quel periodo stava viaggiando in tutta Italia per poter portare a termine un libro sulle osterie italiane, che pubblicò nel 1908, dove decantava il buon cibo, ma prima di tutto il buon vino di questa Italia.
Proprio in una delle tappe del suo viaggio, anche lui come i 7 fratelli ebbri, si innamorò di Strevi!

Alessio Monti e Michael Ugo - consiglieri di minoranza Strevi
E-mail: info @ strevi.eu
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